Biografia

Giovanni Giacopetti nasce a Petritoli il 20 gennaio 1938 da Vittorio Giacopetti e da Aurora Ricci. Trascorre la sua infanzia tra il paese natale con i suoi genitori e Cossignano a casa dei suoi zii Adina ed Elia. Vive il periodo della seconda guerra mondiale durante l’invasione tedesca, è ancora vivo nella sua memoria il giorno in cui lui piccolissimo prende un mitra ad un giovane soldato tedesco. Si appassiona all’arte sin da bambino, grazie al maestro Ugo Maranesi. Si diverte con gli ossidi colorati che prende dal padre pittore e realizza le sue primissime opere. Già all’epoca dimostra la sue doti artistiche e creative.

A causa delle difficoltà economiche si traferisce a Roma insieme alla famiglia. Fa più lavori contemporaneamente, il pittore col padre e poi per arrotondare, consegna le marche da bollo nelle tabaccherie. Si innamora di Vita la sua musa ispiratrice e il suo unico grande Amore.

La cognata Elena lo convince a partecipare ad un concorso in RAI. Lui bravissimo lo vince come pittore realizzatore. In RAI le cose vanno benissimo, lui ama questo lavoro e lo fa con passione. Questa gioia e questo entusiasmo lo rendono piacevolissimo, infatti diventa amico di tutti: pittori, falegnami, elettricisti, scenografi, musicisti, cameramen, presentatori e attori. La sua creatività supera ogni limite. Recupera gli scarti di lavoro dei vari reparti e li conserva perché potrebbero tornare utili. Con questi rimasugli crea oggetti unici. Lui è pigro. A volte è un difetto ma altre volte è un grande pregio. Infatti per faticare meno fa lavorare l’ingegno. I colleghi spesso si rivolgono a lui per avere un consiglio su come risolvere un problema di lavoro. Lui trova sempre la soluzione giusta e l’oggetto che lo risolve. Non compra nulla ma scambia. Lui pratica il baratto. Tutti lo chiamano “CioCiò“, letteralmente tradotto dal romanesco in: “ce l’ho, ce l’ho”. Chiunque abbia bisogno di un qualcosa, va da lui e di sicuro trova quello che cerca. Per esempio se uno gli chiede: “A Cio ciò, ce l’hai un ferro da stiro a vapore del 1800 per una scenografia?” lui risponde: “Ce l’ho, ce l’ho”. Da qui il soprannome. E’ un personaggio che non passa inosservato anche per le sue stranezze. In quel periodo dipinge uno dei suoi quadri più belli, “La sigaretta”.

Ama ogni forma d’arte: pittura, scultura e grazie alla moglie anche alla musica classica, lirica e leggera. Il legame con Petritoli è molto forte. Trasforma una piccola manifestazione canora organizzata dalle suore nel Baby Festival, una specie di festival di San Remo per bambini. Gli scarti delle scenografie della RAI vengono trasformati e riadattati per l’evento che fa eco in tutta la regione. Petritoli diventa sempre più famosa e lui un personaggio unico. In quel periodo viene nominato Presidente Onorario della Corale di Montefiore.

Non dimentica mai la pittura, negli anni realizza molte opere ad olio su tela e con colori acrilici, che regala ad amici e parenti. I suoi quadri sono ispirati ai maestri Macchiaioli. L’idea di una mostra rimane latente per tutta la vita che poi si realizzerà nel 2018 nell’Antica Stamperia Fabiani.

Tra i personaggi famosi che conosce in RAI, non dimentica Fabrizio Frizzi, persona unica e sensibile con tutti, anche con chi lavora dietro le quinte. Il caso vuole che nel 2018, anno della morte di Frizzi, Giovanni viene ricoverato in terapia intensiva per un ictus, guarda caso nello stesso letto di Frizzi. Anche dopo l’ictus seppur con molte più difficoltà continua a dipingere per mantenersi attivo.

Purtroppo il 27 novembre 2020 ci lascia prematuramente.

Il grande Artista Giovanni Giacopetti. Mio padre!